Registrato il: mar mar 17 2009, 09:24 messaggi: 159
Cercando informazioni sulla cerbottana, sono incappato nell'informazione che nelle crociate i saraceni utilizzavano dei razzi rudimentali. Approfondendo, ho trovato questo (fonte http://cronologia.leonardo.it/umanita/papato/cap92.htm)
L'innovazione più importante che si ebbe nel campo dell'arte militare sul tramonto del Medio-Evo fu l'introduzione delle armi da fuoco, per quanto i frutti di tale scoperta non si siano pienamente maturati se non dopo la fine dell'epoca medioevale.
Che un frate domenicano tedesco del XIV secolo, Bertoldo Schwartz, abbia inventato la "polvere nera" mescolando salnitro, carbone e zolfo, come vuole una vecchia tradizione, è falso, perché la polvere era stata certamente scoperta prima ed era nota in occidente da un secolo prima ottenuta dagli alchimisti, capaci di controllarne - seppur approssimativamente - gli effetti esplosivi. E prima di questi non era sconosciuta agli Arabi che a loro volta appresero la tecnica dai cinesi. Ma anche l'impero bizantino conosceva delle miscele esplosive tramandandoci formule per fabbricar polveri piriche, basterà ricordare che il «fuoco volante» ( o "fuoco greco") di cui il dotto domenicano Alberto Magno descrisse la composizione nel 1280, e che non era altro che polvere nera. Il suo contemporaneo Ruggero Bacone poi non solo indica gli ingredienti della polvere, ma mostra di conoscere gli effetti della elasticità del gas che se ne sprigiona; egli descrive il modo di fabbricare una cartuccia a polvere che dice usata in molti luoghi per far delle feste piuttosto rumorose. Ma prima ancora di Bacone sappiamo che i mori nell'anno 1275 all'assedio di Granada usarono una rudimentale secchia con un forellino nel fondo. Caricata di polvere nera sopra la quale era posta una dozzina di ciottoli, accostando una fiamma al forellino, la miscela esplodeva e scagliava lontano le pietre. Si narra anche che i Crociati in Terra Santa sperimentarono a loro spese nientemeno che un "missile" a razzo. Una miscela esplosiva situata in fondo a un lungo dardo e poi accesa, imprimeva al dardo stesso una violenta accelerazione. Il proiettile volava contro le postazioni nemiche, e spargeva su di esse materiale incendiario.
Comunque sia, l'arte pirotecnica migrò in occidente dagli Arabi e da Bisanzio; prima in Italia in grazia dei continui contatti militari e mercantili degli italiani con l'impero d'Oriente; ma arrivò anche nella Germania settentrionale e nelle Fiandre, e fin dalla seconda metà del XIII secolo si riscontra nelle guerre dell'Europa occidentale l'uso di razzi e brulotti. A datare poi dalla metà circa del XIV secolo abbiamo anche notizie precise dell'impiego di vere e proprie armi da fuoco; le adoperarono, sebbene senza molta efficacia, gli inglesi alla battaglia di Crecy nel 1346; ma sino alla fine del Medio Evo sono prevalentemente impiegate negli assedi. È proprio nel campo della tecnica degli assedi che le armi da fuoco portarono prima che altrove a una rivoluzione.
Una specie di precursori delle vere e proprie armi da fuoco portatili furono i bolzoni a razzo lanciati con la balestra, che nella seconda metà del XIV secolo sono d'uso comune. Ma già allora si incontrano specialmente nelle Fiandre leggeri cannoni a mano, i così detti tubi di tuono o bombarde manesche, che erano formati da una canna fissata posteriormente ad un cilindro di ferro, la cui cavità serviva a ricevere dalla bocca la polvere. Ve ne erano pure di quelli a caricatore mobile, cioè con una capsula di ferro che dopo la carica si introduceva nella canna; di questo genere sembra siano stati i primi cannoni a mano fabbricati ad Augusta ed a Norimberga.