Registrato il: mar mar 17 2009, 09:24 messaggi: 159
Tempo fa, quando andammo ad Agnadello per la rievocazione della famosa battaglia (1509), mentre stavamo cucinando un passante mi disse che ci sarebbe stata proprio bene a cena una polenta. Lì per lì gli ho risposto che non era possibile perchè fuori epoca, però poi mi è venuto il tarlo del dubbio che magari nell'antichità si conosceva una ricetta simile. Controllando ho trovato questa descrizione: Polenta: sostantivo femminile dal latino polenta (=farina d'orzo abbrustolito), da un incrocio fra pollen (=polline, fior di farina) e puls (=intriso di farina, pappa), collegabile al greco pòltos (che secondo alcuni è affine all'ebraico pol, =fava). Dizionario etimologico - Rusconi Libri "Da quando imparò a spignattare, l'uomo conobbe la polenta: di miglio, di fave , di farro, di ceci, ma pur sempre polenta. Già ai tempi di Numa Pompilio esisteva a Roma la macinazione pubblica alla quale i cittadiniconvogliavano i loro cerali da tritare; li riportavano quindi a casa sotto forma di farina che chiamavao puls, dal greco poltos.Puls, pulmentum, pulpa, poltiglia e quindi polenta, che significa "farina d'orzo abbrustolita"." Polenta piatto da re a cura di Nessia Laniado.
"Che cosa si prepara con il farro? Soprattutto una celebre e popolarissima polenta, presente in ogni casa, la puls, che in origine si fa solo con il farro e perciò si chiama farratum. La puls è la base del mangiare romano, il cibo che da forza e sostentamento per secoli - quando ancora non esiste il pane - a un popolo fiero e dignitoso, parco e frugale come tutti i popoli contadini. Perciò nel teatro di Plauto il popolo romano è visto dai Greci come pultifagus, o pultiphagonidis, cioè "polentone". E' una polentina(frumen) anche la più popolare offerta ai defunti e agli dei di cui alcuni resti spugosi e carbonizzati sono stati trovati nelle tombe romane. E fino al IV secolo a. C., data in cui inizia a diffondersi il pane, la polenta di farro si prepara allo stesso modo, giorno dopo giorno,semmai cambiando soltanto condimento o contorno. Si versa la semola nel latte o nell'acqua bollente, con un po' di sale, mescolando con cura fino a ottenere - in genere, dopo un'ora - una densa pasta che si mangia con il cucchiaio. Non c'è monotonia, perchè la puls è solo la base - come i nostri spaghetti, del resto - su cui si vers un po' di tutto: legumi (puls fabata), olive, formaggio, verdure cotte, erbe aromatiche, acciughe e altri pesci conservati, in seguito anche carne." La tavola degli antichi, Nico Valerio, Arnoldo Mondadori Editore.
L'etimologia del termine è riportata anche da Isidoro di Siviglia (560 - 636), quindi, a meno che non ci siano dubbi sulle fonti, proporrei di assaggiarla e in caso aggiungerla al menù
Registrato il: gio mar 19 2009, 08:04 messaggi: 224
Si può provare!
U.A.F. Paolo L’intero genere umano nella sua totalità, ad eccezione di Cristo, non ha la potestà di disporre in modo assoluto che Pietro e tutta la sua discendenza possa dominare politicamente in perpetuo sul mondo. De Dominio Civili, J.Wycliffe(1381)
Registrato il: mer mar 18 2009, 01:45 messaggi: 177
Quando si tratta di assaggiare e mangiare io sono sempre disponibilile! Elena La morale est la faiblesse de la cervelle. A. Rimbaud, Une Saison en Enfer, 1873
Registrato il: ven mar 06 2009, 09:49 messaggi: 181
tipo la polenta concia... proviamo !!! mi procuro la farina di farro per la prossima uscita, altrimenti proviamo alla cena natalizia Frangar, non flectar